Le riflessioni

In questa vicenda ho compreso come la situazione della vittima, di un reato violento, non sia tutelata e viva nel paradosso di assistere alla maggior tutela del proprio aggressore proprio all’interno del processo penale. La vittima e la sua famiglia rischiano l’oblio. Per questo ho scritto alle tre cariche dello stato. E ad oggi ancora nessuna risposta!

La tutela dei soggetti offesi non esiste, e il processo penale, è la sublime rappresentazione di questo! Nel processo non sei il soggetto da tutelare, detentore di un diritto, ma partecipi a supporto di una tesi ora dello Stato ora della Difesa. Il malandrino, per esempio, può accedere a sconti di pena e tu come vittima non esisti, sei presente nel processo penale solo legittimato per la quantificazione del tuo danno in sede civile.

E se l’aggressore è indigente, oppure un familiare stretto, tipo un marito o una moglie?

E se non puoi più lavorare e vedi mortificata la tua esistenza?

E se non hai i mezzi per far fronte a tutte le spese necessarie per curarti?

E se resti un vegetale avendo demolita la tua vita e quella della tua famiglia?

Aggiungi tu in questo “gioco” del E se… quello che non ho pensato e poi nella sequenza delle risposte che darai dimmi quale sensazione ti resta addosso……Esatto! Impotenza e Angoscia!

C’è una moltitudine silenziosa che soffre, a causa della mancanza di un sistema che le assista e le tutele. L’ingiustizia è diffusa ma la Collettività, e forse l’Ordinamento Giuridico, percepisce che siano solo vicende marginali.

2 Commenti

  1. Marco Novi

    E’ difficile non essere d’accordo e mi chiedo se sia giusto un sistema che fondamentalmente tutela più il colpevole della vittima. Ad iniziare dai tempi biblici della giustizia (giustamente in minuscolo) che da’ la quasi sicurezza dell’impunità al colpevole, quindi la certezza di non essere ascoltati da parte delle vittime.
    E’ veramente triste

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    1. Fabio Misuri

      Oggi in cronaca due notizie di omicidi che genereranno attese e illusioni di giustizia, lasciando la famiglia abbandonata.

      Replica

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