Chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

“Capacità di dialogo con la società, questo mi raccomando, la capacità di dialogo, con la società fare ponti, fare ponti in questa società dove c’è l’abitudine di far muri, voi fate ponti, per favore”.

Francesco 13 maggio 2015 agli scout in piazza San Pietro.

Dal1 aprile 2015 gli OPG sono chiusi, razionalizzati con altre strutture più efficienti, rispettose dell’individuo e del suo recupero.

A supporto della necessità di un recupero e un’integrazione VERA degli emarginati, ci sono anche storie come il responsabile della mia aggressione. Mi auguro che s’introduca anche il concetto di responsabilità per coloro che hanno il compito di sorvegliare e non operino in tal senso. Le immagini della Squadra Mobile che mostrano l’appartamento e alcuni articoli di giornale fanno intendere come al vivesse in un’abitazione popolare e da tempo senza acqua, luce, gas. Con i vicini che lasciavano secchi d’acqua fuori dalla porta perché si potesse lavare. Quale professionalità hanno coloro che devono vigilare su queste situazioni? Sento riecheggiare nella mente le parole dell’avvocato difensore in aula, mentre stigmatizza, come il suo assistito, a detta dell’attuale Direttore dell’OPG, dia ottimi segnali di ripresa. Si omette che tali soggetti abbiano sempre risposto in modo positivo se obbligati alla terapia, ma una volta fuori da queste strutture entrino nel solito loop. Prima che commettesse il reato dove era chi sostiene il suo recupero? A livello sociale questa riforma avrà un notevole impatto, purtroppo! Probabilmente ricorrerà in appello e vedrà ridursi la pena di 6 anni 8 mesi.

La cosa paradossale è che il nostro Ordinamento o se preferiamo, coloro che ci amministrano sono capaci, di creare muri e contrapposizioni sociali proprio grazie all’incapacità di previsione e mancanza totale di attenzione alle esigenze di coloro verso i quali tutta l’amministrazione dovrebbe essere rivolta.

Non porsi domande semplici quali:

  • Come possiamo gestire soggetti fuori da un istituto che non hanno una famiglia o famiglie che siano in grado di farsi carico di loro.

  • Come possiamo lasciare in carico alle famiglie soggetti violenti

  • Come pensiamo che soggetti che non sappiano gestire le proprie frustrazioni siano assistiti solo da centri di assistenza diurni.

  • Come è possibile che questi soggetti che non sono stati gestiti precedentemente, seppur conosciuti per pericolosità, lo siano adesso

  • Come è possibile che questi soggetti non abbiano nessun referente che funga da “tutor” e risponda per le scelte che risultino sbagliate, specie alla luce di un nuovo reato

  • Come è possibile che si condannino le condizioni nelle quali vivevano nei precedenti Ospedali Psichiatrici e si accetti di farli vivere nelle stesse condizioni nella società……vera ipocrisia!

Non mi interessa contrapporre i miei diritti a quelli del mio aggressore ma invito ad una riflessione che è quella anche di altri casi. Chi si prende in carico la MIA PAURA e garantisce la mia sicurezza? Perché tutelando i legittimi diritti della persona alla quale Ordinamento Giuridico e la Società vuole dare una chances, come posso vivere tranquillo sapendolo in giro nella mia città? Se tirassero fuori da i cassetti i braccialetti elettronici sarebbero una prima risposta, http://www.braccialetto-elettronico.it

Trovo una politica in pieno stile Sparta, o se si preferisce come facevano i nazisti, che ogni cento uomini chiedevano il tributo di una vita in favore di un Diritto Superiore. È una politica sociale che non fa altro che accrescere il livore l’un l’altro, senza porre l’attenzione sull’effettiva capacità di coloro che ci amministrano, capaci solo di creare muri anziché ponti.

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